Glasnost

Comprende le liriche Glasnost, Paradise piccirille e De qualu quarte sî

Anno di pubblicazione: 1989 – Vecchio Faggio Editore

PREFAZIONE

Don Mario Di Cola

Fraticelli poeta non è una scoperta di oggi. Lulluccio, come lo chiamano gli amici, è un cantore qualificato, specie nella bella parlata paesana. Chi non conosce la trasposizione in lingua del popolo degli stessi racconti evangelici? Chi non ricorda la caratterizzazione di “Zi’Carminucce” delle trasmissioni radiofoniche regionali? La valenza umana e poe­tica di questo felice novellatore in versi è nota. Ogni nuova produzione rappresenta, semmai, una conferma e una maturazione.


PRESENTAZIONE DELL’AUTORE  –  Glasnost  – Paradise piccirille

Questa parola venuta da lontano ci dà l’occasione per qualche altra pagina di riflessione. Frugando tra i detti della nostra gente, ho notato che questo “suono” esisteva. Era avvolto nella saggezza antica … Pertanto, allacciato con le “voci” di un tempo, Glasnost, si fa motivo di amicizia e di augurio.
Sono grato ai personaggi rievocati con la moviola della nostra parlatura. Essi, con semplicità, sono passati per le strade di Chieti, in tempi diversi e lontani, ma tutti hanno lasciato significative impronte. Sono coloro che non si son fatti forti della propria sufficienza personale o di possibilità materiali, ma pure hanno indicato una dimensione di vita vera: Minimi che fanno scuola dal… Silenzio pulito.
Chiedo perdono agli altri protagonisti, tanti, che ugual­mente ho visto ripassare tra i fotogrammi dei ricordi, ma non ho citati. Certo, mai nessuna celebrazione ufficiale ri­chiamerà in vita questi amici: ma essi, con la loro umiltà – fatta a volte di ingenua bizzarria suggeriscono nuova meditazione, ricordandoci che: “Nin gi sta tètte che nen tè’ nu penge rotte!”.
Noi che li abbiamo conosciuti vivi, ieri, avvertiamo, oggi, la misura di come siamo stati e potevamo essere; di cosa potevamo fare e non abbiamo fatto. Con la speranza che questi richiami ai colori di … ” antiche stampe”, siano spunto di considerazione (non quella usa e getta!), ringrazio quanti mi gratificheranno con la loro attenzione.

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE  –  De qualu quarte sî 

Con saggia iniziativa, si stanno riportando in “luce” spazi perduti del centro storico di Chieti. Nelle piazze minori dei rioni popolari della nostra città, vengono organizzati concerti, spettacoli, danze ed incontri vari.
Piazzette e Larghi che hanno conosciuto “voci”, “rumori” e “giuochi fanciulleschi”, tornano finalmente a riaccendersi di vita.
Ciò, mi ha spinto a tirare fuori dal cassetto questi appunti in versi: testamento di immagini! per riproporli nella moviola dei ricordi. Gli antichi artigiani e li “bbardissce” dei vicoli, ravviveranno in sogno- i colori dei vecchi quartieri.
Il nonno racconta …
In quel tempo, a Chieti, due erano i quartieri principali; lu quarte de sopre e lu quarte de sotte. Via Arniense formava la immaginaria via di demarcazione.
L’immemorabile attrito di rivalità e competizione tra gli abitanti dei due rioni, non si estingueva; pertanto le questioni più infuocate quasi sempre si decidevano a sassate! I gruppi giovanili combattenti… si affrontavano “fuori le mura”.
(Forse il bellicoso spirito dei guerrieri marrucini, descritto dal poeta latino Plinio Italico, covava ancora sotto la cenere?).
“In battaglia vanno armati di zagaglie e portano fionde, solite a far cadere giù gli uccelli da grandi altezze …. ”

DIDASCALIE

( Tutti i personaggi di Paradise Piccirille )

(1)   Za Caruline
Tessitrice al vecchio telaio a mano, in legno, lavorava al Borgo Marfisi. Noi bambini, passando dinanzi al suo « laboratorio » restavamo incantati nell’osservare quella misteriosa « mac­china » che… fabbricava « rotoli » di lenzuola e di asciu­gamani.

(2)   Cajtane « lu cice »
Antico carrettiere, di statura medio-bassa, anche lui «operava » al Borgo Marfisi.
Al termine delle sue giornate di trasportatore, slegava il cavallo dal carretto che «parcheggiava» all’entrata dell’abitato e l’animale con la sonagliera tintinnante se ne tor­nava tutto solo alla sua stalla.
Il buon Gaetano ci raccontava dei suoi avventurosi viaggi.
Quando mi aggiravo nei paraggi della sua abitazione, mi invitava ad entrare perché gli leggessi (ero studente di prima media!) qualche pagina dei suoi romanzi preferiti: Le avventure di Petrosino, del Conte di Montecristo, ed altri.