Parole di memoria e di accoglienza a Sua Santità Papa Benedetto XVI
in occasione della sua visita al Santuario del Volto Santo di Manoppello (PE)
Contiene liriche in dialetto abruzzese con versione italiana
1° settembre 2006
PRESENTAZIONE
+ Bruno Forte – Arcivescovo Metropolita di Chieti – Vasto
Benedetto XVI al Santuario del Volto Santo di Manoppello: il Papa fra noi, il Papa con noi.
È così che lo abbiamo incontrato, padre, amico, fratello, che non si risparmiava nel salutare tutti, nel benedire tutti. Il Papa teologo che ci ha aperto il Suo cuore di credente, comunicandoci con trasparenza e semplicità l’esperienza vissuta nei lunghi minuti di intensa preghiera davanti a quel Volto: “Mentre poc’anzi sostavo in preghiera, pensavo ai primi due Apostoli, che, sollecitati da Giovanni Battista, seguirono Gesù presso il fiume Giordano – come leggiamo all’inizio del Vangelo di Giovanni. L’evangelista narra che Gesù si voltò e domandò loro: ‘Che cercate?’. Essi risposero: ‘Rabbi, dove abiti?’. Ed egli: ‘Venite e vedrete’. Quel giorno i due che Lo seguirono fecero un’esperienza indimenticabile, che li portò a dire: ‘Abbiamo trovato il Messia'”.
Sì, essere cristiani significa aver vissuto questo incontro e vivere sempre di nuovo di esso: essere innamorati di Dio, credenti e speranzosi perché un Altro ha posato il Suo sguardo su di noi, rapendoci a noi stessi. Così è stato ed è anche per l’attuale successore di Pietro, il Papa venuto dalla grande cultura teologica e filosofica tedesca, che non esita a presentarsi come l’innamorato del Signore, che ne ha fatto e ne fa continuamente esperienza. Questo incontro, ci ha detto ancora il Papa, non ha nulla dell’emotività passeggera: è una storia d’amore che prende tutta la vita e chiede il dono senza misura e senza rimpianti. “Quanta strada avevano ancora davanti a loro quei discepoli! Non potevano nemmeno immaginare quanto il mistero di Gesù di Nazaret potesse essere profondo; quanto il suo volto potesse rivelarsi insondabile, imperscrutabile.Tanto che, dopo aver vissuto insieme tre anni, Filippo, uno di loro, si sentirà dire nell’Ultima Cena: ‘Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?’ …
Solo dopo la sua passione, quando lo incontrcranno risorto, quando lo Spirito illuminerà le loro menti e i loro cuori, gli Apostoli comprcndcranno il significato delle parole che Gesù aveva detto, e Lo riconosceranno come il Figlio di Dio, il Messia promesso per la redcnzione del mondo.
Diventeranno allora suoi messaggeri infaticabili, testimoni coraggiosi sino al martirio”.
A questo impegno Benedetto XVI ha chiamato tutti i discepoli di Gesù: Manoppello è diventata così per poco più di un’ora la cattedra universale della fede, il luogo da cui è partito per tutti il messaggio di fede e d’amore che sta al centro e al cuore di questo pontificato. Certo, questa esperienza di innamoramento totale – che il Papa ha proposto in modo specialissimo ai tantissimi giovani presenti – è impegno senza riserve per Dio e per gli altri, tutt’altro che evasione consolatoria: “Per entrare in comunione con Cristo e contemplarne il volto, per riconoscere il volto del Signore in quello dei fratelli e nelle vicende di ogni giorno, sono necessarie ‘mani innocenti e cuori puri’. Mani innocenti, cioè esistenze illuminate dalla verità dell’amore che vince l’indifferenza, il dubbio, la menzogna e l’egoismo; e cuori puri, cuori rapiti dalla bellezza divina”. Occorre insomma essere disposti a pagare il prezzo dell’amore: e questo può essere fatto se c’è Qualcuno a cui guardare, Qualcuno che ti guarda con occhi di misericordia infinita. Contemplare il Volto di Gesù vuol dire imparare ad amare, pronti a donarsi senza riserve per la causa di Dio, che è la causa dell’uomo, di tutto l’uomo in ogni persona umana. Così, il discepolo riconosce la causa del Vangelo nell’impegno per una pace fondata sulla giustizia e sul reciproco perdono e non sulla forza delle armi, nell’accoglienza solidale dell’altro, specialmente il più debole, nel coraggio di credere nella fecondità del dialogo e dell’amicizia, nonostante ogni apparenza contraria. Un accento particolare il Papa ha voluto dare all’impegno per la custodia del creato, spinto a questo anche dallo spettacolo di inaudita bellezza che i monti e il verde dell’Abruzzo gli hanno offerto, immersi com’erano nel sole splendido ed insieme tiepido e ospitale di questo 1 settembre: guardando alla Madre del Signore, così venerata e amata nelle innumerevoli chiese e cappelle innalzate dalla nostra gente, il Papa ha pregato con accenti di grande tenerezza e di passione: “Ci aiuti la Madre del Creatore a rispettare anche la natura, grande dono di Dio che qui possiamo ammirare guardando le stupende montagne che ci circondano. Questo dono, però, è sempre più esposto a seri rischi di degrado ambientale e va pertanto difeso e tutelato”.
Il Volto di Cristo, contemplato, amato, accolto come sguardo di infinito amore che ti cambia il cuore e la vita, ti fa non solo pellegrino di Dio in questo mondo, testimone del Suo amore nell’amore agli altri, specialmente ai più piccoli e deboli, ma ti rende anche capace di guardare lo spettacolo della natura con occhi nuovi, pronti a riconoscervi il segno di Dio e a fare scelte di sobrietà, di rispetto dell’ambiente, di crescita solidale per tutti. Grazie, papa Benedetto, per averci aperto il Tuo cuore, per averci indicato ciò che più conta per Te e per la Chiesa che Ti è stata affidata: grazie! E grazie per averlo fatto rivolto al mondo intero dalla nostra terra d’Abruzzo!
Segno di questo grazie è il libretto che segue, opera di una delle voci più alte della poesia dialettale abruzzese: Raffaele Fraticelli vi ha voluto esprimere la fede della nostra gente e l’amore al Successore di Pietro e ai Santi, che hanno fatto grande la storia della nostra Chiesa.
Proprio così, la voce del Poeta è voce di popolo, capace di trasmettere quanto abita nel più profondo del cuore di tutti noi, dove giunge lo sguardo di misericordia del Volto dell’Amato, il Volto Santo di Gesù.
Sia il Signore a dare ali a queste pagine e renderle feconde di luce in quanti leggendole le faranno proprie.
Dalla Cattedrale di San Giustino
Mgr Antonio Chinni
Per ricordare la venuta tra noi di Sua Santità Benedetto XVI, pellegrino al Volto Santo di Manoppello, nel territorio della nostra Arcidiocesi, la “parlata” della nostra gente si ravviva e intona un canto festoso, come già risuonò – il 19 marzo 1983 – a salutare la visita di Giovanni Paolo II.
Raffaele Fraticelli, amico di vecchia data e stimato cantore protagonista del Concerto di Pasqua del M
0 Rendine, annualmente offerto nel sontuoso scenario del Duomo teatino, ci offre questa manciata di versi, sapientemente cuciti con gli accenti del dialetto abruzzese, per esprimere al
Pellegrino di pace un grazie filiale, sentito e affettuoso, come “VOCE DI POPOLO”.
Voce di popolo per dire il Volto di un Dio, riscoperto nel volto sofferente dei miseri. Così l’interrogativo proposto nel vangelo viene a trovare esauriente risposta:
“Quando ti abbiamo visto affamato, assetato, nudo, carcerato … e non ti abbiamo soccorso? .. “.
Queste poche pagine, nel segno del “VOLTO”, vogliono richiamare a testimonianza – quasi come segno di continuità nella fede – quattro icone presenti nella nostra Chiesa locale e nella Cattedrale, a rileggere con le attestazioni del passato, senza soluzione di tempo, il rinvenimento di “
nu mocceche” di verità, anche nel caotico vivere del nostro tempo:
LA MADONNA MADRE DEL POPOLO TEATINO ci soccorre con la sua costante mediazione supplichevole, unitamente ai nostri Fratelli maggiori Giustino Vescovo, Camillo De Lellis
e Francesco Caracciolo, invocati a tornare in “voce”, come per incanto, recando con sè l’idioma ricevuto come sacra consegna dai padri.
GIUSTINO Vescovo ci invita ad un nuovo Giubileo, reso festoso in rinnovate parole sincere insieme alle nuove sue effigie
e attraverso la celebrazione del Sinodo diocesano.
CAMILLO DE LELLIS, come torrente in piena, che però non travolge
e distrugge, ma spande i doni della carità misericordiosa, ci stimola
a soccorrere
e sanare i piagati nostri contemporanei, che recano sul loro volto – come l’icona di Manoppello – i segni della sofferenza senza misura di chi si fece Medico Misericordioso.
FRANCESCO Caracciolo, infine, si fa promotore del rinnovamento della fede profonda nell’Ostia Santa, velo – siccome il volto – della presenza di un amore, che torna (deve tornare) ad operare efficacemente nel cuore dell’uomo.
Le parole calde e ricche di colore, che Raffaele Fraticelli sussurra devotamente, trovino riflesso nel Volto di Dio e, rimbalzando in rivoli di luce, rechino pace e benedizione alle famiglie tutte della grande Comunità diocesana.
Introduzione dell’autore
Voce de pòpele
ovvero:
Quando canta la gente, Domineddio acconsente
Un’immaginetta del Volto Santo di Manoppello, datata 1906, custodita con premurosa cura tra le pagine di un libretto di preghiere proveniente dalla casa paterna, riaffiora e, come spiraglio di luce nuova, racconta.
… Nonno Raffaele e nonna Giulia – devoti dei Santi della nostra terra – nelle festività più “ricordative” si recavano in pellegrinaggio, a piedi, unendosi alle “compagnie” guidate dal “priore”, verso i luoghi di devozione.
Manoppello era una delle stazioni più frequentate.
Nonna Giulia aveva sul polso destro un tatuaggio che si era fatto praticare – come atto penitenziale – in una di queste “peregrinazioni”.
Io, nipotino curioso, le chiedevo se quei segni fossero l’impronta di un vecchio braccialetto o di un orologio da polso dismesso. La nonna rispondeva: “E’ lu Sacramente!”, Cioè la pictografia di un Ostensorio impresso in segno di mortificazione e di perdonanza in uno dei santuari visitati in gioventù.
L’immaginetta, che viene riprodotta in copertina e nell’interno di questo opuscolo, ha suggerito la traccia per il mini-memoriale dedicato a Papa Benedetto XVI.
R.F.
INDICE
Presentazione di S. E. Mgr Bruno Forte Arcivescovo Metropolita, 3
Dalla Cattedrale di San Giustino (Mgr Antonio Chinni), 5
Voce di popolo – Prefazione di Raffaele Fraticelli, 7
Lu Volte Sante, 11
Prighiére, 13
Giubbiléje nove, 15
San Camille, 17
Le Quarantore, 19
TRADUZIONE DELLE LIRICHE DIALETTALI
Il Volto Santo, 23
Preghiera, 24
Giubileo nuovo, 25
San Camillo, 26
Le Quarantore, 27